Tullo (Presidente Ordine Geologi d’Abruzzo): Ora studio approfondito del reale stato di fatto del sottosuolo

Nicola Tullo, Presidente dell’ordine dei Geologi dell’Abruzzo, durante un’intervista di approfondimento trasmessa sul canale Facebook del Dibattito Pubblico Termoli 2020, ha esposto le metodologie di lavoro che saranno utilizzate nei prossimi giorni lungo l’area urbana oggetto della riqualificazione, per predisporre lo studio geologico definitivo che confermerà la validità del progetto preliminare o ne richiederà delle varianti.

Quello che posso garantire ai termolesi è che il nostro obiettivo è di arrecare i minor disagi possibili durante questa fase di sondaggio e indagine. E’ una fase essenziale a garanzia della città: senza uno studio approfondito del reale stato di fatto del sottosuolo che ci confermi la validità del nostro studio preliminare nessun intervento potrà mai avere luogo.

“Abbiamo impostato il nostro lavoro progettuale partendo dalla studio di microzonazzione sismica di livello 1 svolto dal Comune di Termoli. Ma come per ogni lavoro di geologia urbana dobbiamo svolgere delle indagini molto più approfondite. Il progetto esecutivo sarà realizzato sulla base del maggior dettaglio possibile dei modelli geologici, idrogeologici, geotermici e sismici dell’area oggetto dell’intervento.

Entro ottobre completeremo la realizzazione di 10 sondaggi del sottosuolo a partire dall’area individuata dal progetto come ingresso del passante lato porto sino all’area di Pozzo Dolce per sapere quali tipologia di conformazione hanno i terreni. Per alcuni sondaggi, come quello previsto in Piazza Sant’Antonio, arriveremo alla profondità di 35 metri di scavo. Avremo una rappresentazione in 3D di tutta l’area. Svolgeremo un monitoraggio costante della falda acquifera, anche post fase di cantiere, che ci consentirà di comprendere l’andamento statico e stagionale della stessa. Faremo analisi di campioni per avere una caratterizzazione geotecnica del suolo. Infine faremo le indagini sismiche. Questi quattro modelli ci consentiranno di elaborare il progetto geologico definitivo. 

Sulla Torretta Belvedere faremo un’approfondimento più particolareggiato, con una speciale ricognizione in 3D, per comprendere quali sono le fondazioni della Torretta. Lo stato attuale degli studi preliminari ci rende tranquilli sulla fattibilità progettuale dell’intervento, ma solo dopo questa indagine potremo dire se davvero il progetto non necessita di varianti, in particolar modo riguardo l’ingresso del passante dal Porto e la zona che costeggia la Torretta e il muro di cinta.

Studieremo le iterazioni fra gli scavi e i fabbricati insistenti sull’area, per minimizzare verso lo zero il rischio di cedimenti durante la fase del cantiere. Ma abbiamo previsto anche un monitoraggio successivo e costante, attraverso degli strumenti elettronici, per valutare le interazioni (vibrazioni e cedimenti) fra i palazzi e l’opera una volta realizzata, per essere sicuri che nulla di queste circostanze si possano verificare.

I sondaggi inizieranno il 19 settembre e dureranno all‘incirca 20 giorni, con minimo impatto sull’area. Valuteremo anche gli aspetti di analisi archeologica per comprendere se ci sono degli stati interessanti che necessitino l’immediato intervento della Sovrintendenza dei Beni Culturali.”